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2° Tour della Ciociaria

 
 
  
 
Il Gruppo Campeggiatori Catania con il suo presidente Angelo Cannistraci ha effettuato dal 29/04/2011 al 08/05/2011 il 2° Tour della Ciociaria con il seguente itinerario:
Cassino – Posta Fibbreno – Sora – Veroli – Fumone – Anagni – Trevi nel Lazio – Subiaco  - Velletri – Serrmoneta – Latina ( Piana delle Orme ) – Priverno – Pastena.
Il Tour si è svolto con n° 26 equipaggi di cui due provenienti dal centro Italia, certo non è stato facile gestire il gran numero di camper per le strade, ma grazie all’esperienza del nostro Presidente non si è avuto nessun problema.
Gli equipaggi si sono dati appuntamento per giorno 28/04/2011 in una piazza  messa a disposizione dal Comune di Cassino. Alle ore 20,00 il presidente ed alcuni dirigenti di altri club di Cassino hanno dato il benvenuto con scambio di gagliardetti e di un buon inizio del tour. Il Presidente dopo aver consegnato ai partecipanti un cappellino e una carpetta con la documentazione dei luoghi da visitare, comunica l’inizio del tour per l’indomani alle ore 09,00.
Venerdì giorno  29/04/2011 dopo il saluto a tutti gli equipaggi il Presidente dà il via ufficialmente al tour con destinazione il lago di Posta Fibbreno. 
Sul posto troviamo la guida che è stata con noi per diversi giorni e subito ci ha dato un cenno particolare su “ l’isola galleggiante “, infatti, in un angolo del lago in seguito alla esplosione di una sorgente sotterranea, si è formata una piccola isola galleggiante, di forma conica con la punta immersa nell’acqua. L’isola composta di torba e radici è al centro da una fitta flora, è mobile e si sposta con le correnti d’acqua o con il vento. E’ completamente visitabile attraverso sentieri guidati.

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L’oasi naturalistica del lago di Posta Fibbreno ha un’area di 440 ettari ed accoglie una fauna ricchissima, rifugio di numerose specie di uccelli palustri e pesci, le varietà ittiche del lago sono : Le anguille, Gli spinarelli, i gamberi di fiume,la piccola trota detta  “ Macrostiglia “.
I contadini del luogo, attraversano il lago con delle barche dal fondo piatto, usate sin dai tempi dei Sanniti e chiamate Naue ( Nave di cui una era parcheggiata a riva). Il lago rimane nel comune di Posta Fibbreno, con un’altitudine di 400 mt s.l. del mare.
Alle ore 12,00 si riparte per raggiungere Sora che dista circa 17 Km, sul percorso si incontra l’Abbazia di San Domenico Abate di epoca ( Romananico-Gotica )  e si sosta nel parcheggio  all’interno dell’Abbazia..
L’abbazia di San Domenico Abate è stata fatta erigere, in onore della Santa Vergine Maria nel 1029, dal longobardo Pietro figlio di Raineiro, Signore di Sora e Arpino ad espiazione dei suoi peccati, nel 1104 l’abbazia fu dedicata da Pasquale II° a San Domenico.
Il Monastero ebbe un periodo di grande sviluppo, aveva proprietà di ogni genere e nei secoli XII e XIII fu visitato da diversi Pontefici e dall’Imperatore Federico II, sino a quando i Benedettini deviarono dalla loro regola, abbandonandosi ad una vita di piacere. Per questo motivo il Papa Onorio III°, intervenendo nel 1222, sostituì ai Benedettini i Cistercensi e l’intero complesso, come semplice Priorato passò alle dipendenze di Casamari.

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La chiesa originaria aveva tre navate, con quella centrale più alta, tre absidi sul fondo, con presbiterio rialzato e volte a crociera. Nella Cripta ( con basse volte sostenute da 16 colonne ) si avverte un senso di raccolta religiosità. Una delle colonne è costituita da un cippo militare di Massenzio. San Domenico Abate nasce a Foligno nel 951, monaco benedettino ( vita da eremita ) morì a Sora il 22 Gennaio 1031.
A conclusione della visita, la colonna dei camper si sarebbe dovuta spostare al centro di Sora, nell’area messa a disposizione dall’amministrazione Comunale. Visto il luogo poco idoneo a trascorrere la notte, dopo una breve visita al centro storico,  si decide di spostarci a Veroli, dove gli equipaggi si sistemano nel parcheggio del palazzetto dello sport.
Sabato 30/04/2011 ore 8,30 sveglia e dopo la colazione ci si prepara per la visita guidata nei luoghi già programmati, alle ore 10,00 prende il via sotto gli ombrelli.
Veroli sorge su un colle nel settore sud-orientale dei Monti Ernici, di epoca pre-romana sono le mura poligonali che con sovrapposizioni romane e medioevali ancora oggi cingono la rocca di S. Leucio. Il nucleo storico di Veroli ha tre parti distinte: nella parte superiore, il quartiere di San Leucio con la rocca omonima, la parte mediana costituita da un borgo ricco di palazzi nobiliari edificati intorno alla piazza centrale e alla cattedrale di S.Andrea, infine nella parte inferiore il rione S. Croce.
La cittadina, di aspetto medievale, conserva altre numerose testimonianze storiche de architettoniche, oltre a quelle già accennate “ dalla guida “ ma  purtroppo il mal tempo non ci ha fatto vedere altro, quindi a mezzogiorno, sempre sotto l’ombrello, siamo stati costretti a rientrare al palazzetto dello sport nostro punto di riferimento.
Nel tardo pomeriggio il Presidente, non potendo continuare  “ causa maltempo “ la visita al centro si premurava ad organizzare una serata conviviale in un vicino ristorante, sentita la proprietaria del locale e visto un menù ad un costo ragionevole ed una totale partecipazione dei soci  “ camperisti “ dava il benestare per le ore 20,30.
Nell’attesa della cena una buona parte si spostava all’interno del palazzetto  dello sport per assistere ad un incontro di pallavolo  fra Veroli ed una squadra di Napoli, il nostro tifo era per la squadra di Veroli  perché  in quel momento ci sentivamo di essere “ paesani “.
Alle 20,15 ci spostavamo nel vicino ristorante per consumare la cena programmata, abbiamo trascorso una serata malgrado il cattivo tempo di allegria, alcuni nostri soci si presentavano con barzellette ed altro. Alle ore 23,00 tutti eravamo nei nostri camper.
Domenica 01/05/2011 dopo il saluto mattutino da parte del Presidente si organizza lo spostamento per Fumone, ore 9,00 partenza ed arrivo a Fumone, si parcheggia in una zona che il Comune aveva segnalato e cioè a sud del paese e lo stesso comune metteva a nostra disposizione la navetta per raggiungere il centro.
Fumone sorge al centro delle tre principali città della zona: Anagni, Alatri e Ferentino, il territorio e per lo più montuoso, il centro storico sorge sopra un caratteristico cono. Da questo luogo il panorama è magnifico e sono visibili ampi tratti della provincia, sotto di sé la valle del Sacco e quelle interne della conca di Fiuggi- Alatri.
Porta Romana è l’accesso antico che ancora conserva l’aspetto di una porta fortificata con al disopra una torre, dentro la cerchia si elevano piccole casette tutte di pietra calcarea. Il nome Fumone deriva dalla funzione svolta nel corso del Medioevo, nel caso di invasione la località in pericolo inviava per mezzo di fuochi o fumate un messaggio di allarme diretto a Roma, Fumone, colle in vista, raccoglieva rapidamente il segnalee lo rinviava alle postazioni più vicine a Roma.
Da questa particolare funzione ha ricavato la sua importanza strategica, il nome e due curiose espressioni: “ Quando Fumone fuma tutta la campagna trema “ e “ Fumone cornuto da tutti e veduto “. 

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Marchetti Longhi discendente dell'illustre famiglia fumonese, nonché proprietario dell’omonimo castello, abitatore dei locali,  prima  della donazione in favore del Comune di Fumone, in una sua opera lo definisce  “ l’anteguardo  “ di Roma verso Napoli pur facendo parte del sistema difensivo di Alatri. Secondo il Marchetti Longhi il castello si difese brillantemente in diversi assedi anche memorabili come quello posto dall’imperatore Enrico VI nel 1186.
Fumone è posta a 783 metri sul livello del mare con una popolazione di circa 2200 abitanti sparsi nelle diverse frazioni, il santo patrono è San Sebastiano, il nome degli abitanti e Fumonesi.
Alle 12,30 la navetta del Comune ci riporta ai camper ed all’unanimità si decide di avviarci verso la nuova meta  “ Anagni “al parcheggio vicino al cimitero. Alle ore 13,30 si arriva al parcheggio e dopo la sistemazione dei camper ognuno pensa al proprio pranzo.
Nel pomeriggio non essendoci un programma specifico di visita, ognuno provvedeva alla sistemazione del camper per lo scarico – carico  delle acque, mentre vari gruppetti ( con l’ombrello perché pioveva ) si avviavano alla visita “ non guidata “ del paese avendo anche l’opportunità di ascoltare la Santa Messa.
Al rientro, terminata la pioggia, ci fermavamo nello spazio del parcheggio e si discuteva su vari argomenti, mentre il Presidente comunicava la partenza alle ore 9,00 dell’indomani per Trevi nel Lazio.
Lunedì 02/05/2011 alle ore 9,00 puntualmente si riprende il tour per Trevi nel Lazio, cittadina della provincia di Frosinne con un’altitudine di 821 metri sul livello del mare ed una popolazione di circa 2000 abitanti.
Dopo aver parcheggiato i camper, su segnalazione dei Vigili Urbani, prima di iniziare con la guida la visita siamo stati invitati dall’Amministrazione Comunale per il saluto del Sindaco, il quale, presso la casa Comunale, ci da il benvenuto con lo scambio di gagliardetti consegnato dal nostro Presidente e subito dopo qualche foto di rito inizia la visita guidata.
Trevi deriva il suo nome dal termine treba ( trivio ) per la sua posizione su tre importanti vie di comunicazione, la seconda parte è stata aggiunta dopo l’unificazione nazionale. Trevi sorge al centro di un’ampia vallata dei monti Cantari, l’area sommitale è caratterizzata dall’imponente Castello Caetani ( visitato da noi tutti fino alla sua altezza con la tipica scala circolare ).
Dopo qualche assaggio al bar ( forse l’unico )  di  dolce tipico locale ci si raggruppa per lo spostamento verso Subiaco che dista circa 25 chilometri.
Alle 13,45 all’ingresso di Subiaco, fuori del centro abitato,  una pattuglia di Vigili Urbani, su interessamento del nostro Presidente ci attendeva per guidarci e raggiungere  senza problemi il parcheggio destinato alla nostra permanenza. Il pomeriggio è stato lasciato libero , anche perché raggiungere il centro di Subiaco a piedi era lontano.
Martedì 03/05/2011 ore 9,30 si inizia con la guida a visitare il Monastero di Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, è l’unico superstite dei 13 monasteri edificati dal Santo nella zona. E’ un complesso architettonico che si sviluppa intorno a tre chiostri e alla chiesa consacrata nel X sec. e  rimaneggiata in seguito.

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Dall’atrio della chiesa si accede al più interessante dei tre chiostri (inizi del ‘200), a pinata rettangolare, decorato dai maestri cosmateschi, con esili colonne in marmo, alcune di queste binate e con notevoli capitelli marmorei. Il maestoso campanile romanico a trifone ( 1052 – 1053 ) sulla facciata, poggiata su di un pilastro, una lapide con raffigurati animali, che reca la data di consacrazione della chiesa 980.
Dopo aver visitato quanto sopradescritto, con qualche camper ed a piedi ci si avvia verso il Monastero di San Benedetto, che sorge sulla grotta, denominata il Sacro Speco, ove il Santo trascorse i primi anni di vita monastica. Il Monastero è formato da una serie di grotte collegate da scale e da due chiese sovrapposte, costruito arditamente sulla roccia è sostenuto da poderose arcate.
All’interno della chiesa superiore, divisa in due campate si trovano, nella prima campata affreschi di scuola Senese del XIV sec. Ed un notevole altare che conserva il paliotto e le colonnine del 1200, mentre tutto il resto è un rifacimento del 1800. Un’iconostasi divide la chiesa in due parti di cui la seconda è stata interamente ricavata dal vivo della roccia, qui sono affreschi di scuola umbra – marchigiana. Una scaletta scavata nella roccia scende alla chiesa inferiore formata da cappelle a diversi livelli, ricavate nelle anfrattuosità della roccia. La scala Santa, ricavata da un rapido sentiero, è ornata da affreschi di pittori senesi. Nella grotta “ dei pastori “il santo si fermava spesso a pregare, si nota un affresco di incerta datazione, bizantino.
Subiaco della provincia di Roma con un’altitudine di 4058 metri sul livello del mare, con una popolazione di circa 10.200 abitanti, il nome degli abitanti è  Sublacensi, il santo patrono è San Benedetto.
Si ritorna ai camper in parte stanchi ma un buon pranzo e qualche ora di riposo ricarica la batteria” umana”
Alle 17,00 il Presidente dà il via per lo spostamento a Velletri, con sosta presso il parcheggio del cimitero. Alle ore 18,30 ad attenderci a Velletri c’era la pioggia ma dopo aver sistemato i camper, come al solito vari gruppetti si spostavano verso il centro che non era poi tanto lontano. Dopo aver constatato la posizione centrale del paese si ritornava nei camper per preparare la cena.
Mercoledì 04/05/2011 ore 9,30 inizia la visita guidata di Velletri, importante centro della provincia di Roma, è il più esteso comune dei castelli romani. La città è sede della diocesi  suburbicaria di Velletri – Segni, ospita un tribunale Circondariale ed un carcere.
Velletri ha una storia antichissima risalente ai Volsci ( antico popolo  italico residente nella zona a sud di Roma ) il suo territorio è stato teatro di storiche battaglie ed il paese può vantarsi di essere uno dei pochi comuni dell’Italia centrale ad avere conservato anche nel Medioevo un’autonomia che gli garantì libertà ed una propria vita cittadina.
Numerosi sono i monumenti ed i luoghi d’interesse  di Velletri, tra i principali spiccano la Basilica di San Clemente, la chiesa di Santa Maria del Trivio e l’edificio civile come il Palazzo Comunale.
Alle ore 13,00 tutti nei camper per il pranzo
Alle ore 15,30 partenza per Sermoneta, alle ore 17,00 arrivo sistemazione camper nell’ampio parcheggio fuori le mura e visita del Castello Castani.
La costruzione del castello risale alla metà del XIII secolo, per opera della famiglia Annibali, attualmente le uniche testimonianze tangibili relative all’originario castello Annibaldesco rimangono le fondazioni di quella che poi divenne la Sala dei Baroni, la torre Maschietto e soprattutto la torre Maschio alta 42 metri.
I Castani acquistarono la rocca nell’anno 1297 con Pietro II, conte di Caserta il quale stava divenendo il signore di gran parte dei territori dei monti Lepini e della Marittima, per volontà e con i mezzi finanziati dallo zio Benedetto, il pontefice Bonifacio VIII. Nel 1499 papa Alessandro VI Borgia scomunicò i Castani e confiscò tutti i loro feudi affidandoli a sua figlia Lucrezia. 
La signoria di Borgia, durò solamente quattro anni, poiché alla morte di Alessandro VI i Castani, dopo la revoca della scomunica vennero subito reintegrati nel possesso di tutti i feudi. A loro ritorno a Sermoneta, Alessandro VI aveva fatto diventare il Castello in una imponente fortezza militare. Il Castello oggi appartiene alla “ Fondazione Roffredo Castani “, creata da Lelia Castani ultima discendente del ramo di Sermoneta scomparsa l’11 gennaio 1977. Ritorno nei camper, cena e dopo qualche argomento di quello che avevamo visto si da la buona notte.
Giovedì 05/05/2011 Sveglia con il buongiorno del Presidente che ci comunica lo spostamento di 5 Km alle ore 9,00 per Ninfa, dove si parcheggia su un prato verde. Tutti puntuali come al solito si raggiunge Ninfa e ci si trova in uno dei tesori della Provincia di Latina “ L’Oasi di Ninfa “.
Situata sui territori dei comuni di Cisterna di Latina  e di Sermoneta, Ninfa è stata dichiarata ” Monumento Naturale “. ‘ una città di epoca medioevale, edificata intorno alla metà del VIII secolo ed abbandonata alla fine del trecento, di cui oggi resta ancora ben visibile una parte del castello ed i ruderi delle mura degli edifici e delle chiese che andavano a comporla. La parte più bella è sicuramente la splendida oasi naturalistica, creata dove un tempo regnava una palude.
Ninfa, però è anche un meraviglioso giardino, che fa della vecchia città morta un luogo incantato, quasi fiabesco. L’ambiente è magico e questi giardini, con la loro meravigliosa e ricca flora di ogni specie e provenienza, hanno reso Ninfa famosa in tutto il mondo. Oggi chiunque si avventuri tra i viottoli e le rovine della città si sentirà avvolto dall’atmosfera di magia e di sogno sprigionati da questi luoghi dove storia e legenda di un antico passato si intrecciano e sopravvivono in egual misura.
Tutto il giardino sembra far parte di un progetto soprannaturale, alla cui bellezza contribuiscono il fiume Ninfa, i ruscelli, il lago e la fauna variegata: il Martin pescatore, l’Airone cenerino, il Pendolino, l’Assiolo, il Barbagianni, la Gallina d’acqua, la Folaga, il Germano reale e ancora il Tasso, il Moscardino e la Faina. Nel 1920 Gelasio Castani attuò un’imponente recupero dell’area con restauro e consolidamento degli edifici e messa a dimora dei primi alberi.
 Successivamente fu Lelia  Castani, che portò all’attuale grandezza  e bellezza l’oasi naturalistica. Ancora oggi la Fondazione Castani gestisce i giardini e le rovine di Ninfa con grande cura. Finita la visita ci si avvia verso i Camper per consumare il pranzo e dopo una breve permanenza sul posto si programma la utenza alle ore 15,30 per raggiungere “ Piana  delle Orme“ 30 Km con relativo parcheggio all’interno dell’Agriturismo. Alle 18,00 eravamo tutti sistemati nell’area riservata ai camper. 
Venerdì  06/05/2011 ore 9,30 inizia la visita, il museo di Piana delle Orme è articolato in oltre 25.000 mq espositivi suddivisi in vari padiglioni tematici. 
I padiglioni che ospitano la raccolta, divisi in due settori principali, sono dedicati alle seguenti tematiche:
 
  • Giocattolo d’epoca
  • Bonifica delle paludi Pontine
  • Mezzi agricoli d’epoca
  • Vita dei campi                                                  
  • Mezzi bellici d’epoca
  • Da Alamein a Messina  e Salerno
  • Sbarco di Anzio
  • Battaglia di Cassino
  • Uso civile dei residuati bellici
 
Ogni padiglione è fornito di pannelli didattici testuali che spiegano ed illustrano la visita. Il Museo comprende anche un ristorante, l’Eucaliptus le cui pietanze sono garantite in tenuità, perché prodotte dall’azienda agrituristica stessa. Alle 13,30 noi tutti eravamo seduti al ristorante l’Eucaliptus il cui pranzo è stato di nostro gradimento.
Dopo una breve sosta ci si preparava per raggiungere Priverno alle ore 17,00 ma dalle notizie varie non era possibile parcheggiare in paese in quanto il numero dei camper era superiore alla disponibilità dei parcheggi. Su segnalazione di Luigi ci segnalava di proseguire per Terracina e sistemarci nel parcheggio del porto, tutto è andato come previsto.
Dopo aver sistemato i camper a gruppi e autonomamente ci spostavamo al centro del paese, una strada larga con numerosi negozi, non è mancato fare shopping.  Per concludere la serata ci segnalavano i ristoranti del porto dove si può mangiare del pesce locale cucinato in vari modi. Detto fatto, tutti o quasi tutti ci siamo ritrovati nel ristorante a noi più vicino a degustare le specialità di pesce locale. Finita la cena, commentando i vari tipi di pesce degustati ci si avvia verso i camper. Il presidente, come di consuetudine, prima di dare la buona notte comunica l’ora della partenza  dell’indomani, ore 9,30.
Sabato 07/05/2011 puntuale alla partenza per Fossanova circa 20 Km da Terracina in colonna si riprende il tour per raggiungere Fossanova . Dopo aver parcheggiato al parcheggio dell’Abbazia ci si avvia alla visita.
L’Abbazia di Fossanova è sita nei pressi di Priverno provincia di Latina, è di stile gotico cistercense , ma più precisamente in una visibile forma di transizione fra il romanico ed il gotico, è considerata la prima di questo stile in Italia. Costruita tra il  1187 e il  1206, ha l’interno spoglio  o quasi di affreschi.
Nella foresteria vi è la stanza ove visse, pregò e meditò San Tommaso D’Aquino negli ultimi giorni della sua vita e dove morì nel 1274, ancora oggi se ne conserva la semplice tomba vuota, il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa alla fine del XIV secolo.
Il complesso abbaziale noto come rifacimento di quello benedettino è costituito dal chiostro, fulcro dell’intero organismo, della chiesa di Santa Maria, dalla Sala Capitolare con sovrastanti dormitori dei monaci, dal refettorio e dalla cucina. Completano l’ insieme la casa dei pellegrini, il cimitero e l’infermeria.  
  Consacrata  nel 1208, conserva la nuda architettura, il magnifico rosone e tiburio e i capitelli finemente scolpiti, a testimonianza del ruolo preminente esercitato nella zona. La chiesa si presenta di uno spettacolare e severa grandiosità, la facciata è semplice ma maestosa. Il portale è poi costituito da un arco a sesto acuto nella cui lunetta è ripreso il motivo del rosone. La struttura della chiesa, costruita interamente in travertino, basilicale.  Il sistema dei sostegni è formato da massicci pilastri rettangolari. Le arcate che conducono dalla navata mediana a quelle laterali sono rette da semicolonne. La struttura della chiesa è divisa in tre navate.
Nel Chiostro troviamo la stessa semplicità di forme della chiesa. Ben conservata è pure la fontana del chiostro, costruita nel XIII secolo.
La sala Capitolare a due navate divise in sei campate è coperta da volte a crociera.
Il refettorio, molto vasto e posto perpendicolarmente al chiostro secondo le regole, è conservato ancora integro il pulpito di lettura con la relativa scala. Infine l’infermeria dei monaci, staccata dall’insieme di stabili che orbitano intorno al chiostro.
Al secondo piano si trova la cella dove morì San Tommaso, ora trasformata in cappella, sull’altare rifatto dall’abate commendatario cardinale Francesco Barberini si trova un bassorilievo raffigurante la morte del Santo così come ce la tramanda la sua biografia, mentre sta spiegando il Cantico dei Cantici ai monaci.
Dopo aver visitato quanto su detto con l’ottima guida di un monaco polacco, tutti insieme, gustando qualche dolcino nelle mini botteghe del luogo, ci si dirige verso i camper. Si decide all’unanimità di proseguire per il  pranzo al parcheggio delle grotte di Pastena, dove arriviamo alle ore 13,30 e  prenotiamo la visita guidata alle grotte per le ore 16,00.
La discesa nelle grotte permette ai visitatori di entrare in contatto con un ambiente naturale formatosi in milioni di anni, nel quale l’intervento umano è stato limitato alla creazione di un percorso sicuro.
La grotta dall’esterno appare come un’enorme caverna cui si indirizza un corso d’acqua, la cui azione erosiva, nel corso dei millenni, ha determinato le sue caratteristiche. Lo spazio, appena all’interno, si suddivide in due tronconi, quello immediato o cosiddetto fossile, lungo circa 900 metri, permette una visita particolareggiata e presenta ampie cavità.
La scoperta di tale bellezza naturale si deve all’inizio del 900, all’opera del Barone romano Carlo Fianchetti, grazie all’aiuto del Gruppo Speleologico della capitale, che ha permesso una maggiore accessibilità ed ha tenuto vivo l’interesse naturalistico.
L’auspicio per il futuro è quello che si giunga al completamento ad anello della intera grotta, che la renderebbe la principale attrattiva nazionale.
Conclusa la visita con tanta soddisfazione per quello che si è visto, trascurando la stanchezza si ritorna al parcheggio dei camper. In serata abbiamo avuto la visita del primo cittadino di Pastena con scambio di gagliardetti.
Alle ore 21,30 dopo aver cenato, il Presidente ci invita tutti nel piazzale per il saluto anticipato della fine del raduno, poiché qualche equipaggio si avviava al rientro l’indomani mattina. In allegria con spumante e dolce si chiudeva la serata con l’augurio di un prossimo raduno.
Domenica 08/05/2011 ore 9,30 si raggiungeva il centro di Pastena per effettuare la visita del paese, il cui programma viene così eseguito:
1.            Il  museo della civiltà contadina e dell’ulivo, trova posto nei locali sottostanti la casa Comunale, un palazzo del 1879, un tempo residenza della famiglia Trani. Il museo è stato inaugurato nel 1994, e si compone di tredici sale, nelle quali circa seicento oggetti della cultura materiale pastenese, per la maggior parte donati dalla stessa popolazione. La progettazione del Museo  ha mosso i primi passi intorno alle tradizioni popolari e alla cultura  dell’ulivo. L’ulivo è stato interpretato come “ un vero e proprio fatto sociale “.
2.            La casa natia di Nino Manfredi è stata ”  forse “  una vera delusione poiché restaurata di recente in stile moderno.
    Pastena è una cittadina di circa 1500 abitanti con un’altitudine di 318 metri sul livello del mare e rientra nella provincia di Frosinone.
   Alle 12,00 finita la visita il Presidente saluta tutti ed augura un buon rientro.
A conclusione  viene d’obbligo ringraziare tutti i partecipanti per il buon risultato del Tour, ma un ringraziamento particolare va al nostro Presidente Angelo Cannistraci per tutto l’impegno che ha manifestato durante il Tour.
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